La retrospettiva sulla retrospettiva

Passata una settimana dalla giornata mondiale delle retrospettiva, ci sembra il momento di fare il punto su come è andata.

Avevamo intenzione di fare un evento comunitario per discutere in lingua italiana delle esperienze e delle pratiche emerse dalle nostre retrospettive; un momento di incontro per le persone che apprezzano il valore che la retrospettiva porta nel nostro lavoro: migliorarsi.

Sebbene questo evento si sia verificato in pieno lockdown ed abbiamo dovuto “remotizzarlo”  in poco tempo, siamo contenti di poter dire di aver raggiunto lo scopo e che la partecipazione ha superato le nostre aspettative: più di 60 partecipanti hanno potuto collaborare online per conoscersi, imparare e scambiare opinioni.

Documentazione

C’è un documento di riassunto generale che comprende la presentazione, i riassunti prodotti dai tavoli virtuali specializzati nella diverse fasi della retro, il risultato del feedback finale dei partecipanti, la lista dei riferimenti citati ed altri sull’argomento, potete scaricarlo a WRD-MMXX-Riassunto.pdf o guardarlo qua.

Questi sono i due filmati estratti dalla sessione su Zoom:

Filmato della presentazione fatta da Enrico Teotti sulla retrospettiva a 5 fasi (da YouTube):

Filmato della condivisione finale dei riassunti dei tavoli virtuali (da YouTube)

Per chi vuole tutta la documentazione in “originale”: WRD MMXX – DetailedDocs.zip

Per chi ha tempo  (1 ora e 45 minuti) e si vuole vedere l’intero filmato dell’evento, è disponibile a youtu.be/uFK2UXUAwWM

“Last but not least“, il titolo di questo post è ispirato da “Retro on retros“.  Un evento periodico organizzato da Enrico in inglese, remoto ed interattivo, dove ragionare su come riflettiamo nelle nostre retrospettive.

Un successo?

Si. Un evento riuscito abbastanza bene, e che ha raggiunto gli scopi previsti.

Grazie al feedback dei partecipanti abbiamo individuato anche alcune pecche, tra cui lo scarso tempo, la mancanza di facilitazione specifica per i tavoli virtuali, il formato comunitario non appropriato per un numero di partecipanti così elevato, e forse, una eccessiva eterogeneità dei gruppi di lavoro. Su quest’ultimo punto non siamo tutti d’accordo, per molti tra noi l’eterogeneità e le differenti opinioni costituiscono più un valore che un problema.

Ma questo è il valore che è emerso: noi mangiamo il cibo che cuciniamo e davvero crediamo che la retrospettiva serva a migliorare quello che facciamo, e, forse anche noi.

Questa volta è andata bene, quest’altra andrà meglio.

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