Quello che abbiamo scoperto con i nostri corsi remoti

Training flipboard

Gli ultimi mesi hanno visto un radicale cambiamento nel nostro modo di fare corsi di formazione agile. I corsi di agile42 si sono sempre caratterizzati per un forte tasso di interattività, applicando gli insegnamenti del Training From the Back of the Room. I nostri trainer, tutti coach abituati a lavorare giornalmente con i team, entrano in aula armati solo di pennarelli e senza un deck PowerPoint pronto, dispongono i partecipanti a gruppi, fanno giochi, fanno muovere e spostare le persone. Quando cerchiamo un nuovo locale per fare un corso, la prima cosa che chiediamo a chi gestisce la sala è “spazio per muoversi liberamente”.

Tutto questo è cambiato all’improvviso a causa dell’emergenza sanitaria e abbiamo dovuto cambiare le modalità operative dei nostri scorsi senza snaturarne l’essenza. È nata una vera e propria “classe virtuale” intorno a un programma di videoconferenza come Zoom dove le piccole breakout rooms in cui dividiamo i partecipanti funzionano come tavoli in cui chiediamo di fare lavoro di gruppo; le board disegnate e piene di post-it (la croce e delizia di ogni corso Agile che si rispetti) si sono trasformate in board virtuali grazie al software Miro; e il chiacchiericcio dell’aula è stato riportato su un canale Slack, con il vantaggio che questo canale esiste prima e dopo il corso, e consente ai partecipanti di continuare a interagire tra loro e con i partecipanti ad altri corsi agile42.

Tutto uguale allora? Naturalmente no, l’interazione è naturalmente diversa e la stanchezza dello strumento elettronico si fa sentire, per questo motivo le classiche due giornate in aula di un corso CSM o CSPO sono diluite in tre o quattro mezze giornate in modalità remota. Ma i nostri studenti sembrano essere soddisfatti.

Fabio Giannese ha partecipato al nostro ultimo corso CSM in “classe virtuale” e ha scritto di Agile in modalità remota per La Stampa. Noi pensiamo di continuare a offrire questa modalità di formazione senz’altro fino a quando la situazione sanitaria non si sarà assestata e comunque come opzione per quei corsi o per quelle aziende iper-distribuite in cui la virtualizzazione è un bonus e consente di fare partecipare anche persone che non possono spostarsi o per cui la logistica di un corso di due giorni a Milano o Bologna è improponibile.

Agile ha l’ambizione di cambiare il modo di lavorare, e nessuna sfida pare più importante in questo momento di quella di offrire soluzioni a team sparsi in località e anche nazioni diverse.

 

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