L’anno (Agile) che verrà

Di Don't Panic
2021

Il 2020 è stato, diciamolo, un anno particolare sotto molti aspetti, e nessuno avrebbe potuto immaginare tutto questo allo stesso punto di adesso alla fine del 2019. Se non possiamo affidarci a una famosa canzone, abbiamo chiesto ad alcuni dei coach di agile42 di fare un bilancio e una previsione per “l’anno che verrà”.

Roberto Bettazzoni:

Sono pochi gli anni che mi ricordo esattamente, che posso citare senza ombra di dubbio, anche se non è finito, penso che il ’20 diventerà uno di questi. Un anno lunghissimo, denso di avvenimenti, davvero difficile da percorrere.

Non ho idea di come sarà il 2021, posso immaginare i primi 3 mesi, formulare ipotesi sui primi 6 mesi, dopo è davvero difficile. Per me questo è normale: più di 30 anni di progettazione di sistemi digitali mi hanno abituato ad una alta variabilità. Non ho mai vissuto una pandemia prima d’ora, e ne avrei fatto volentieri a meno, ma non sono stupito di lavorare in remoto, non mi meraviglia dover adattare ogni piano per eventi “imprevedibili”, sono abituato a gestire “emergenze” o “presunte tali” … per chi lavora nel digitale non credo che questo anno sia così “eccezionale” o “emergenziale”. Uncertain, as usual

Discorso diverso per i rapporti personali e per le relazioni. Qui l’incertezza è difficile da gestire e le emergenze sono state, purtroppo, davvero tali. A livello lavorativo, condividere gli spazi, conoscere di persona non ha eguali “digitali”. Quest’anno mi è mancata una forma più umana di rapporto con le persone e conto di riaverla per il prossimo.

Gaetano Mazzanti:

“Individuals and interactions over processes and tools” recita l’Agile Manifesto.

L’ossessione per i tool (app) è un tratto comune a molte aziende che sperano che siano proprio i tool a risolvere almeno una parte dei loro problemi. Ovviamente è una pia illusione. In generale.

Ma l’anno 2020 è stato, lavorativamente parlando, l’anno dei tool. Gli individui hanno potuto interagire in modo efficace (solo) grazie ai tool di videochiamata multipla e alle board virtuali di condivisione. Come accade sempre in circostanze di emergenza la creatività degli esseri umani viene stimolata e amplificata e questa nuova situazione ci ha costretto a ripensare e reinventare il nostro approccio al coaching e al training. È stata un’esperienza molto stimolante.

Ora però siamo di fronte a una situazione che da emergenza imprevista si sta trasformando in normalità. Al momento non ci è dato sapere se e quando nel 2021 si potrà tornare a lavorare in presenza. E per quanto i tool ci abbiano salvato nel 2020 ora sarà necessario inventarsi nuove modalità di interazione e collaborazione perché la differenza di crescita, di stimolazione reciproca, di performance di un team che lavora in presenza sono per ora inarrivabili.

Sul tema ecco un articolo del 2017 di Patrick Lencioni, un pioniere degli studi sulle dinamiche dei team.

Giuseppe De Simone:

Secondo me il 2020 ci ha dato il senso di cosa sia un cambiamento dirompente. Quello che noi pensavamo essere un mondo in rapida evoluzione era tutto sommato stabile rispetto a quello che abbiamo sperimentato nell’anno appena trascorso. Questo ci fornisce l’ennesima evidenza empirica di quanto tutti i cambiamenti che viviamo, per quanto rapidi, non saranno mai altrettanto lenti in futuro e, come conseguenza, di quanto agilità e resilienza siano capacità essenziali sia per un individuo che per un’organizzazione.

Mi aspetto che il 2021 sarà un’anno che vedrà un’ulteriore accelerazione in termini di sperimentazione e innovazione. Fortunatamente anche i micromanager più incalliti si sono dovuti arrendere alla necessità di sperimentare quando le certezze sono poche e le cose che non sappiamo di non sapere superano di gran lunga quelle che pensiamo di sapere o siamo coscienti di non sapere. Dunque, una volta terminata, come speriamo presto, la fase acuta dell’emergenza, si vedranno emergere ulteriori nuovi paradigmi operativi della società e del mondo del lavoro, che spero siano incentrati sul rendere le relazioni più umane e la quotidianità sostenibile. Più nel mio piccolo spero di potere di nuovo prendere i miei pennarelli e i miei flip-chart e poter facilitare presto un workshop in presenza 🙂

Da parte del team di agile42 Italia, tanti auguri per un sereno e prospero anno nuovo!

Immagine di iXimus da Pixabay

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